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Il gatto che voleva salvare i libri di Sosuke Natsugawa | Recensione

mercoledì 4 novembre 2020


Rintaro è un hikikomori che ha appena perso il nonno. Ormai è rimasto solo, i suoi cari più stretti se ne sono andati tutti. Gli rimane la libreria Natsuki, quella che gestiva il nonno. Un giorno mentre il ragazzo da una sistemata fa il suo ingresso in libreria un gatto parlante. Tora, il gatto, ha bisogno dell'aiuto di Rintaro: deve assolutamente salvare i libri dalla loro scomparsa e per farlo dovrà superare delle sfide, dei labirinti.

Questi scenari "magici" toccano problematiche diverse del mondo della lettura. C'è chi accumula libri su libri esponendoli in vetrina come un vanto, chi cerca il modo più rapido per leggere molti libri alla volta e chi è interessato semplicemente alla loro vendita. Rintaro ha il compito di discutere con queste persone e far ritrovare loro il vero potere dei libri.

Il gatto che voleva salvare i libri si presenta come una favola moderna sull'importanza della lettura e dell'empatia. Una magica avventura che scalda il cuore e fa riflettere grandi e piccoli. Per i miei gusti è stato un romanzo troppo infantile e spesso retorico. Ho apprezzato il confronto fra i vari personaggi, l'esposizione delle tesi e dei punti di vista, ma ho avuto l'impressione che si ripetessero spesso gli stessi concetti.

Mi ha commossa il legame fra il protagonista e il nonno scomparso, figura che ha cresciuto Rintaro in seguito alla morte della madre del ragazzo. Non era solo una figura paterna ma un vero e proprio punto di riferimento ed è lui che ha trasmesso la sua grande passione per i libri al nipote. La libreria non se la passa molto bene perché sempre meno gente è interessata alla lettura. Nonostante questo il nonno di Rintaro ha portato avanti la sua attività dando spazio a quei titoli per lui preziosi e creando una sorta di oasi felice per ogni lettore.

Nella sua particolare e magica avventura, Rintaro riscoprirà gli "insegnamenti" del nonno, il potere della lettura e capirà che non è solo. Un passo per me molto importante è il seguente:

"Nei libri sono descritti i pensieri di molte persone. Persone che soffrono, che si rattristano, che gioiscono, che ridono... Venendo a contatto con le loro parole e le loro storie ci si immedesima e si provano le stesse sensazioni, questo ci permette di conosce meglio l'animo altrui. E quindi non solo di chi ci è vicino, ma persino di chi vive in mondi completamente diversi. Grazie ai libri, noi siamo in grado di sentirlo."


Attraverso i libri possiamo imparare tante cose diverse ma una delle più importanti, a mio parere, è riscoprire la propria umanità, immedesimarci nelle storie altrui e provare empatia. Come viene sottolineato nel romanzo, può sembrare una cosa scontata ma purtroppo non lo è.

Il gatto che voleva salvare i libri è una storia preziosa per il suo stretto legame con il mondo dei libri. Per me è stato un po' infantile nell'aspetto fantasy e ripetitivo, ma non posso negare di essermi ritrovata spesso nelle parole di Rintaro riguardo all'importanza dei libri. Non fa mai male ricordarci il nostro legame con questo mondo e quanto questo possa significare per alcune persone, soprattutto al giorno d'oggi dove sempre più persone abbandonano la lettura.

"Credo che il potere dei libri sia quello di insegnarci l'empatia verso gli altri. È una forza che infonde coraggio a molti e li sostiene."


 Il gatto che voleva salvare i libri, Sōsuke Natsukawa

Mondadori | €17,50


3.5/5 

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