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L'isola dei senza memoria di Yoko Ogawa | Recensione

mercoledì 6 maggio 2020


Con L'isola dei senza memoria Yoko Ogawa è candidata quest'anno all'International Booker Prize e, nonostante il romanzo sia stato pubblicato per la prima volta nel 1994, risulta ancora attuale per le tematiche trattate.

Su un'isola senza nome poco alla volta gli abitanti perdono la memoria. Dimenticano cosa sia un profumo e i profumi scompaiono dalla loro quotidianità, dimenticano i frutti di bosco e questi spariscono. Così via, pian piano. Fra queste persone c'è però chi non dimentica, chi custodisce ancora il ricordo di ciò che è andato perduto.


Queste persone corrono però dei pericoli perché sono ricercati dalla polizia segreta. Non sempre quelli prelevati dalla polizia fanno poi ritorno e finiscono per scomparire come gli oggetti dell'isola. Anche di loro, col tempo, ci si dimentica. La madre della protagonista era una di quelle persone che conservavano i ricordi così come un amico/collega che finirà per aiutare a nascondersi dalla polizia.
Al di là dell'aspetto distopico dell'opera, questo romanzo colpisce molto per la riflessione dell'autrice. Gli oggetti dimenticati scompaiono anche fisicamente, come se il ricordo fosse la cosa stessa. Anche le persone dimenticate finiscono per non esistere più. Yoko Ogawa fa molta leva sull'importanza della memoria e dell'umanità che rivive in essa. Si analizza il senso di perdita, la reazione dell'uomo di fronte alle perdite e il suo senso di adattamento alle circostanze. 

Ho apprezzato molto questo aspetto dell'opera ma non sono rimasta molto impressionata dalla storia in sé. Come spesso accade, molti quesiti rimangono tali, non si approfondisce la natura dell'isola o della condizione degli abitanti che passano in secondo piano rispetto al messaggio del libro. La narrazione è abbastanza piatta, non ci sono picchi emotivi o di tensione o di mistero. È tutto molto lineare e asciutto. Questa tendenza al minimalismo è comune a molti autori giapponesi e non mi dispiace perché pongono l'accento su quello che è realmente importante rimuovendo ciò che è superfluo. Qua però l'ho trovato un po' troppo e non sono riuscita a empatizzare con i personaggi né a interessarmi molto alla storia. Ho provato quasi fastidio nel vedere come tutti accettassero la loro condizione senza nemmeno provare a ribellarsi, come se fossero tutti in un perenne stato di torpore, inermi.

Questo è il secondo lavoro dell'autrice che leggo e, per quanto io abbia apprezzato il messaggio, non ne sono rimasta così colpita come mi aspettavo, non come ne L'anulare (di cui trovate la recensione qui). Le tematiche di perdita, adattamento e l'importanza della memoria sono ancora estremamente attuali, ma ho trovato il libro a tratti impersonale e piatto.



L'isola dei senza memoria, Yoko Ogawa

Il Saggiatore | €24,00
Disponibile su Amazon e Ibs.it


3/5 ★

1 commento:

  1. Ciao! Lo sto leggendo e mi piace molto per ora. Prima lessi Se i gatti scomparissero dal mondo di Genki Kawamura. Molto carino.
    Ho un sito di cavolate varie dove recensisco libri più per me che per altri... Https://MsZ.it.
    Saluti da Reading, Berkshire, UK

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