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Tre stanze per un delitto - Il ritorno di Poirot | Recensione

lunedì 29 luglio 2019


Poirot è uno dei personaggi fittizi a cui sono più legata. Ho visto tutti i film con protagonista l'investigatore belga e, pian piano, mi sto leggendo tutti i romanzi della Christie. Capite bene che non potevo dunque sottrarmi alla lettura di questo libro non scritto dalla regina del giallo ma da Sophie Hannah. Come sarà stato il "suo" Poirot?

Ci troviamo a Londra dove Poirot, per una volta, non è a caccia di misteri ma alloggia presso una pensione. Una sera mentre si trova al Pleasant, il miglior posto dove bere caffè, si imbatte in una donna molto scossa e impaurita. È certa di essere in pericolo di vita ma non si sbottona con Poirot perché sostiene di aver fatto cose orribili e di meritare la morte. Quella stessa sera la donna scompare e vengono commessi tre omicidi in un hotel di lusso. Tre persone morte in tre stanze diverse ma nello stesso modo, come se fossero state giustiziate. A occuparsi del caso c'è un giovane poliziotto di Scotland Yard, Catchpool, supportato naturalmente dall'amico Poirot.


Questo romanzo ha molto della Christie non solo per il suo personaggio storico e questo da una parte mi è piaciuto ma dall'altra mi ha fatto venire dei dubbi. Il caso in sé è molto ben costruito e intrigante. Niente è come sembra e si indagano a fondo le dinamiche fra i personaggi, soprattutto quelli di un piccolo villaggio. Questo è tipico della regina del giallo. Catchpool è la voce narrante della storia ed è un poliziotto non particolarmente dotato. Non è un personaggio memorabile anche se ho apprezzato alcune sue riflessioni e dubbi riguardo alla morte e il suo mestiere. Questo ha reso la storia un po' più moderna a mio parere. Per il resto si avvicina molto allo stile classico della Christie e questo mi ha portato a chiedermi quale fosse il vero intento dell'autrice. Voleva emulare la Christie? Voleva scrivere una storia che sembrasse scritta da un'altra? Non sono riuscita a trovare l'impronta di Sophie Hannah. Ho trovato il libro un insieme di caratteristiche comuni ai gialli della Christie che in alcuni casi hanno funzionato molto bene, ricordandola, in altri sono risultati un po' forzati e macchinosi. Veniamo poi a Poirot: non è stato così malvagio come potevo immaginarmi, viste anche le numerose recensioni negative di Tre stanze per un delitto. C'è però qualcosa che non torna, come quando cambiano doppiatore a un personaggio tv. È lui, ma allo stesso non è lui (spero riusciate a capirmi). Forse sono stati alcuni suoi atteggiamenti a renderlo troppo antipatico e saccente, forse è quel Mr invece di Monsieur. Non so, rimane credibile all'interno di questa storia, ed è anche molto presente nelle indagini, ma in certi momenti stona. Tirando le somme, un ottimo giallo in stile Agatha Christie, forse anche un po' troppo. I personaggi della storia, Poirot escluso, non spiccano particolarmente e risultano un po' piatti; la risoluzione del caso è molto interessante anche se ci sono fin troppi passaggi che rischiano di confondere o annoiare il lettore. Per me Tre stanze per un delitto è stata una piacevole sorpresa, la lettura perfetta per chi sente la mancanza del buon caro Poirot e per chi è alla ricerca di un giallo vecchio stampo.

Tre stanze per un delitto, Sophie Hannah


Mondadori | €12,00
Disponibile su Amazon e Ibs.it


4/5 ★

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