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L'uomo senza talento di Yoshiharu Tsuge | Recensione

sabato 17 marzo 2018


Editore: Canicola
Prezzo: €19,00
Pagine: 220

L’uomo senza talento di Yoshiharu Tsuge è uno di quei fumetti da leggere prima o poi nella propria vita. Protagonista della storia è un uomo, Sukegawa, senza particolari capacità o talenti. Era un mangaka di successo ma decide di abbandonare la professione perché "i manga non saranno mai considerati arte". Inizia quindi a dedicarsi a una serie di occupazioni che non richiedono qualifiche al fine di guadagnare facilmente. Aspetta quindi di arricchirsi senza la minima fatica. Dalla riparazione di macchine fotografiche usate alla vendita di pietre lungo il fiume.

"Questa è l'epoca dei principianti, non andiamo mai oltre l'aspetto esteriore delle cose e non ne cogliamo la vera essenza."

Questa situazione creerà non pochi disagi nella sua famiglia costretta a tirare avanti solo con lo stipendio della moglie. Sukegawa è ben consapevole della sua mediocrità eppure non ha aspirazioni, sembra che non riesca e non voglia veramente uscire dalla sua miseria. È un uomo depresso sempre sul punto di trovare la felicità per poi perderla spesso a causa di se stesso. Alla storia di Sukegawa si uniscono quelle di altre persone che non hanno un ruolo ben definito all'interno della società e che per questo vengono emarginate. Tsuge con quest'opera parla anche di se stesso e sono tanti i punti in comune con Sukegawa: i litigi con la moglie, l'isolamento, il conflitto con la società, il passato da mangaka. L'autore si racconta attraverso il fumetto che è per questo definito watakushi manga, il manga dell'io, un'opera introspettiva. Per quanto riguardo i disegni i personaggi sono abbozzati, non ci sono molti dettagli perché sono le loro azioni a caratterizzarli più che i tratti del viso. Le ambientazioni al contrario sono più curate e sono inseriti degli oggetti molto particolareggiati come le pietre rare che il protagonista aspira a trovare. L'uomo senza talento parla di quelle persone considerate inutili perché non contribuiscono al benessere generale e riflette sulla società all'interno della quale le persone sono costrette a trovarsi un'occupazione per non essere dimenticate. L'opera parla anche di crisi esistenziale, depressione e ansia che portano le persone ad autodistruggersi, a non sfruttare le opportunità e prendere il peggio da ogni situazione. Un fumetto drammatico che indaga i demoni interiori e che, nonostante sia stato pubblicato nel 1986, si riferisce anche alla società di oggi.

"Le pietre del Tama non compaiono in nessun libro. Non so quanto valgono. È strano, ma non ne ho mai vista una nei negozi specializzati ai grandi magazzini. Sono come me... non le nota nessuno."


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